Bombina oríentalís

CLASSIFICAZIONE : Phylum-Cordati , Subphylum~Vertebrati , Classe-Anfibi , Sottoclasse-Lissamphibia , Ordine-Anuri , Famiglia-Discoglossidi, Genere~ Bombina, Specie~Bombína on,efitalís.
DESCRIZIONE. Questo anuro di piccole dimensioni (5-6cm) presenta una struttura corporea relativamente tozza e appiattita. Il muso è arrotondato e gli occhi sono sporgenti sul capo. La mascella superiore e la parte anteriore del palato. Al contrario della maggior parte delle altre famiglie di anuri la lingua dei Discoglossidi e quindi anche degli esponenti del'genere Bombína non può essere estrofiessa. La superficie del corpo e verrucosa. il dorso e caratterizzato da macchie nere di diverse dimensioni sparse piuttosto omogeneamente su uno sfondo verde brillante che tende ad opacizzarsi in condizioni di stress o malattia. Sul muso le macchie tendono a formare delle bande trasversali rispetto la linea della bocca. Il color di fondo del ventre è un aranc ' ione molto vivo, su cui sono visibili macchie nere tondeggianti di diverse dimensioni.
DISTRIBUZIONE: Dalla Siberia sud-orientale alla Corea attraverso la Cina nord-orientale.
HABITAT-. Corsi d' acqua con regime di corrente lento, risaie, stagni, specchi d' acqua anche sino ai 2000 m sopra il livello del mare.
BIOLOGIA E COMPORTAMENTO: Questi anuri hanno abitudini spiccatamente acquatiche. Nell' acqua mangiano, si accoppiano e trascorrono la maggior parte della giornata. 1 maschi soprattutto sono soliti galleggiare con le zampe divaricate, pronti a saltare addosso a qualsiasi preda si muova sulla superficie dell' acqua. Quando l' umidità dell' aria è alta (nei giorni di pioggia) è facile trovarli anche all' asciutto, sempre però nei pressi degli specchi d' acqua da loro frequentati. Si nutrono di tutti quegli invertebrati (vermi, insetti e altri artropodi) che riescono a sopraffare. Non è raro vedere questi anuri nutrirsi anche dei loro stessi girini e di piccoli pesci che catturano quando questi si avvicinano alla superficie. Se abituati gradualmente alla presenza umana sono facilmente addomesticabili e possono venir imboccati dalle mani. Il nome deriva dal caratteristico verso del maschio, simile ad un breve ululato (uh-uhuh). Questo verso viene emesso soprattutto nella stagione degli amori per avvicinare le femmine.
ALUVAMENTO: Gli ulluloni sono animali che si adattano molto facilmente alla vita in cattività. La sistemazione per un gruppo di 3-4 esemplari è un acquaterrario di 5ocm(lung.)x50cm(larg.)x40cm(altez.) dove 3/4 del fondo. saranno occupati dall' acqua, alta non più di 15 cm. Se l' ambiente in cui viene tenuta la teca, d' inverno non presenta temperatura al di sotto dei 18'C non ,occorre riscaldare l' acqua; in caso contrario soprattutto se si vuol mantenere questi rospetti in attività e bene provvedere la parte acquatíca di un comune riscaldatore termostatato per acquari tarato sui 18-23'C. Piante sia terrestri (palustri) che acquatiche sono ottime soluzioni dì arredamento non solo perchè offrono preziosi nascondìgli ma anche perchè contribuiscono a mantenere più alti i valori di umidità all' interno della teca.
Non e necessaria una illuminazione particolare se non si contemplano piante nell' arredamento. Per I' aerazione sono sufficienti due vani in parti opposte del coperchio. Poichè come la maggior parte degli anfibi e rettili anche gli ullutoni sono maestri nella fuga, coprire ogni vano con della rete dalle maglie di adeguate dimensioni. Ogni 2-3 giorni offrire loro sulla parte asciutta del terracquario grilli, camole del miele, vermi, caimani, mosche delle adeguate dimensioni e possibilmente con l' integrazione di sali minerali e di vitamine.
RIPRODUZIONE: Questi anuri sono forse fra glì anfibi più facili da riprodurre in cattìvità. Il dimorfismo sessuale non è molto palese ma sotto una attenta osservazione e comparazione fra più esemplari diventa riconoscibile: i maschi sono generalmente più snelli e presentano una pelle molto più verrucosa; Nel periodo dell' accoppiamento quest' ultimi presentano delle visibili escrescenza cornee scure sugli avambracci e in particolar modo sulle dita delle zampe anteriori. Queste strutture callose servono al maschio per aggevolare e rendere più sicura la presa intorno i fianchi della femmina durante I' accoppiamento. Le uova non sono associate in agglomerati ma singole e aderiscono con la superficie gelatinosa alle piante, rocce e al materiale 'di fondo nella parte acquatica. Lo sviluppo embrionale è alquanto rapido e nel giro di qualche settimana i girini 'escono dalle uova. Questi girini si alimentano di alghe, di residui organici sul fondo e anche di mangime per pesci, se viene offerto. Per incentivare la riproduzione di questi anfibi dei climi temperati è bene far trascorrere loro un periodo di ibernazione di 2 mesi a circa 10-12'C con una diminuzione delle ore di luce (5-6). Una volta riportate le condizioni ambientali ai valori iniziati, il maschio quasi sempre dopo qualche giorno incomincia a ululare e a saltare ai fianchi di ogni altro suo simile, senza badare troppo al sesso dell' "aggredito". Se il partner è un altro maschio, questo informerà l' "assalitore" del malinteso con un particolare ululato, fatto di suoni brevi e frequenti. Nella maggior parte dei casi viene rilasciato immediatamente.